Altre aziende propongono impianti che basano la loro efficacia
su vasche interrate e filtri a sabbia e a carbone con il rischio
potenziale che dopo poca operatività il sistema si intasa con
l'ulteriore rischio che se non si attiva in tempo il
controlavaggio, se previsto, i reagenti si solidificano danneggiando completamente l'impianto.
Il
dato di fatto dal quale siamo partiti nella nostra esperienza
professionale è quello di valutare approfonditamente il ciclo
dell'acqua in natura che dura molto, moltissimo (circa 100
anni), con filtrazioni che avvengono nel terreno lentissime
operate da vari strati di argilla, roccia ecc. Partendo da
questo assunto non riteniamo pensabile che il ciclo dell'acqua
ancorché forzato in un depuratore possa realizzarsi in poco
tempo e con l'ausilio di pochi chilogrammi di carbone. Non è
neppure pensabile al controlavaggio come unica soluzione poiché
controlavare significa rimuovere in controcorrente le parti
inquinanti dai filtri, ma questi elementi dove poi vanno a
finire?
Altri esempi di non corretta applicazione dei sistemi di
depurazione sono relativi agli impianti biologici per
autolavaggi oggi molto in voga. Spesso si concretizzano nella
realizzazione di vasche dotate di soffianti e diffusori con il
risultato che si creano masse di schiume (fortunatamente le
vasche sono chiuse) che creano seri problemi quando si deve
procedere alla pulizia ed allo spurgo delle vasche. La soluzione
sarebbe
impostare la soffiante al minimo; ma poi l'acqua residua dove va
a finire? Ovviamente non si può riutilizzare essendo lo stessa
carica di metalli, di altre sostanze nocive e maleodorante.
Nel
pensare le nostre soluzioni per gli autolavaggi abbiamo lavorato
molto sul raggiungimento di determinate efficienze e sul ridotto
impatto sull'azienda basandoci sulle aspettative
dell'imprenditore che sono:
-
installazione semplice senza opere
di scavo, vasche di stoccaggio, opere murarie;
-
non avere necessità di ricorrere
periodicamente allo spurgo
-
impianto che può essere installato
all'aperto poiché non genera né rumori né cattivi odori
-
possibilità di separare olii,
grassi, tensioattivi
-
possibilità di estrarre metalli
attraverso il filtraggio finale con filtri a sabbia e carbone
-
possibilità di recuperare buone
percentuali di acqua (a seconda del refluo di alimentazione dal
30 al 50 %)
Gli impianti di
depurazione
G.O.S.T. prevedono 4 vasche di contatto o reazione in
modo da avere una vasca separata per ogni reagente per dare il
tempo agli stessi di effettuare il proprio processo in modalità
autonoma dagli altri ed ottenere il massimo di efficacia ed
economia sui dosaggi.
Le
nostre esperienze sulla depurazione dell'acqua sono sempre
guidate dalla ricerca finalizzata al riutilizzo della stessa. In
tal senso abbiamo predisposto alcuni impianti pilota relativi a:
-
impianto per la depurazione delle
acque di lavaggio delle stalle dei suini
-
impianto di depurazione e recupero
da destinare all'irrigazione
-
impianti di depurazione associati
a trituratori condominiali
-
impianti di depurazione per gruppi
abitativi e/o condomini
Impianto per la depurazione
delle acque di lavaggio delle stalle dei suini
Il
refluo in uscita dal lavaggio delle stalle viene stoccato in
vasca chiusa con telo con assenza di ossigeno. Nell'atmosfera
controllata si genera metano (biogas) che viene prelevato ed
inviato ad alimentare un gruppo elettrogeno che genera 6 KW ora
di energia elettrica. La vasca viene mantenuta a livello
aspirando il superfluo in modo continuo avviandola alla
depurazione biologica, al temine della quale l'acqua residua può
essere riutilizzata per il lavaggio delle stalle o in
agricoltura.
Impianto di depurazione e
recupero da destinare all'irrigazione
Le
nostre esperienze nel sud Italia, storicamente carente di
risorse idriche facilmente fruibili sono relative a proposte per
il recupero e il trattamento delle acque di irrigazione delle
aree verdi (giardini e parchi). L'impianto viene installato a
ridosso della rete fognaria, preleva il refluo, opera la sua
depurazione e restituisce acqua che in automatico viene inviata
all'impianto di irrigazione, con il vantaggio indubbio di non
utilizzare acqua dalla rete idrica.
Impianti di depurazione
associati a trituratori condominiali
Nei
moderni condomini il trituratore da lavello permette di
sminuzzare i cosidetti rifiuti umidi con il vantaggio che
gli stessi se uniti alla rete dei residui fecali possono essere
indirizzati alla depurazione biologica risparmiando sullo spurgo
delle fognature e sulla eliminazione dei residui.
Impianti di depurazione per
gruppi abitativi e/o condomini
In
alternativa ai grossi impianti centralizzati di depurazione il
cui costo è sempre elevato in termini sociali ed ambientali, per
gruppi di case, condomini, paesi, si possono installare impianti
dimensionati secondo le esigenze, evitando di portare reflui
sempre più lontani dalla loro origine con tutti i rischi
connessi alle perdite delle reti fognarie, e riutilizzando
invece le acque depurate per le irrigazioni degli arredi urbani
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La corsa all'acqua è
appena iniziata, siamo un secolo indietro rispetto alla
corsa al petrolio e due secoli rispetto alla corsa
all'oro, ma questa corsa è decisiva per l'umanità, non
tratta di ricchezza in moneta ma in salute e qualità
della vita.
Ricordiamoci
per sporcare
l'acqua occorrono pochi secondi
per pulirla
decine di anni o tante risorse economiche |
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